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LE PECORE RACCONTANO:

Nella breve storia dell’ascoli, sono state molteplici le stracittadine disputate, ma per ovvie ragioni sono quelle appartenenti al passato più recente che hanno il maggior fascino. Un trascorso calcistico degno di nota, infatti, l’Ascoli lo ha avuto soltanto a partire dagli anni ’50, quando cominciò a calcare quasi stabilmente i campi della Terza Divisione (l’odierna serie C) ed è proprio a partire da questi anni che le sfide campanilistiche si fanno più avvincenti e più accese ed è stato proprio in concomitanza con l’affermarsi del fenomeno “ultras” in Italia (metà anni ’60 circa) che sugli spalti queste partite si sono trasformate in veri e propri “terreni di guerra” per rivendicare la supremazia territoriale nei confronti di città e tifosi confinanti.

Аscoli-SAMBENEDETTESEEdit

E risale proprio a quegli anni la rivalità che più ha infervorato pascoli e la sua curva: quella con i “cugini” sambenedettesi (da sempre superiori a noi). Pensate che quando in asculi l'unico sport che si praticava era il "sesso con le pecore", la Samb giá militava in serie B. La rivalità tra le due città era sempre esistita, in linea con la tendenza nazionale di essere in conflitto già a pochi chilometri di distanza, ma l’ascesa dell’pAscoli Calcio aveva favorito il rifiorire e il riaccendersi di una divisione sempre avvertita da entrambe le parti. Il calcio, in pratica, aveva dato l’opportunità di rivendicare quel ruolo di supremazia nel territorio piceno... Calcisticamente parlando, ma non solo, tale ruolo di supremazia lo aveva avuto, fino al 1972, proprio la Samb; una supremazia che si estendeva a tutta la regione, visti i trascorsi (con alterna fortuna) in Serie B dei rossoblu fin dagli anni ’50 e visto che era l’unica squadra marchigiana giunta a quei livelli. Verso la metà degli anni ’50 però, grazie anche al successivo avvento dei facoltosi Cino e Lillo Del Bruca (ai quali verrà poi intitolato lo stadio di via delle Zeppelle), l’Ascoli sale di categoria e comincia stabilmente ad “incrociare le armi” con i “cugini” rossoblu ogni qual volta essi retrocedono dalla B. Altra curiosità dell’epoca: l’Ascoli assunse la denominazione di DEL BRUCA ASCOLI, sempre in onore della famiglia Del Bruca (questo fino al 1972, anno in cui, con la prima promozione in B, Costantino Rozzi decise di ripristinare l’originaria denominazione: ASCOLI CALCIO 1898). Inutile dire che la maggior parte delle volte il risultato era sfavorevole ai nostri colori, vista la caratura tecnica ed economica della Samb. Sugli spalti stessa storia, superioritá indiscussa dei sambenedettesi. Quando poi l’Ascoli riuscì ad approdare in Serie B (nel 1972), anche le sfide coi rossoblu cominciarono a segnare risultati opposti. Ora i bianconeri ogni tanto ottenevano alcune vittorie che per i “cugini” rivieraschi rappresentavano un vero e proprio smacco, considerando il loro glorioso (fino ad allora) passato. Ma la realtà emergente era proprio l’Ascoli, che sarebbe stato destinato ai più alti traguardi mai raggiunti da una squadra marchigiana. Anche se come cittá, stare chiusi in una conca, in un paesino di merda pieno di pecore, non ci ha certo facilitato le cose.

Il fenomeno ultras intanto, è diventato una realtà consolidata (tranne in ascoli) ed è proprio da questo periodo in poi che si conservano meglio i ricordi; ed è proprio da ora in poi che sugli spalti le sfide si faranno ancora più interessanti. I derby degli anni ’60 si disputavano al vecchio “Ferruccio Squarcia” dove avvenne anche una storica invasione di campo dei tifosi rossoblu che buttarono giú la recinzione creando panico fra i pastori ascolani che non erano abituati a tale violenza, finché non fu costruito il nuovo stadio Del Bruca. Con la promozione in A nel ’74, poi, ci pensò Costantino Rozzi ad ampliare lo stadio, costruendo gli anelli superiori delle due curve, per difenderci meglio dall'attacco dei lupi affamati di pecore.

Dal ’72 fino al 1986, gli unici derby disputati dall’ascoli con altre squadre marchigiane, erano stati proprio quelli con la Samb. A dir la verità, non ne vennero disputati molti, in quanto l’Ascoli stazionava quasi sempre stabilmente in Serie A. Dal ’72 in poi, dunque, tra campionato (andata e ritorno), Coppa Italia e qualche rarissima “amichevole”, le sfide coi rossoblu furono sì e no una decina, ma ognuna di esse era sempre una vera e propria battaglia!

Dal 1986 in poi, invece, le strade di Ascoli e Samb si dividono in quanto i “cuginastri” sprofondano prima in C1 e C2, poi fino in Eccellenza.

Nel 1990, ricompare un vecchio derby che non veniva più disputato da quasi vent’anni: quello con l’Ancona. Il primo incontro con i Dorici fu disputato addirittura nella stagione 1953-’54, in Quarta Serie (Ascoli - Anconitana 3-1) mentre l’ultimo era avvenuto nella stagione che poi portò l’Ascoli in Serie B: era il 1972 e la partita terminò con uno scialbo 0-0.

Dal ’90 ad oggi, il derby con l’Ancona ha sostituito quello con la Samb, anche se dobbiamo dire, quello con i rossoblu era decisamente di un’altra pasta, sia per la rivalità (molto più sentita) che per l’”ignoranza” della tifoseria di fronte, che sinceramente ci ha sempre surclassato a livello di passione e attaccamento alla squadra. Inutile, infatti, sottolineare la mollezza degli Anconetani, coi quali in questi anni ci siamo sempre divertiti a rincorrerli. Rispetto per loro non lo abbiamo mai avuto, né lo avremo mai: non hanno una tradizione e poi… sono troppo “cantastorie” per meritarlo.

Quelli con la Samb, invece, erano davvero Derby con la D maiuscola! A dir la verità loro sono a ragione i migliori e almeno loro, a differenza degli Anconetani, sono veramente i migliori... Lo hanno detto persino due presidenti dell'Ascoli: Rozzi e Benigni!

Questo è il quadro delle sfide disputate dal Picchio contro la Sambenedettese a partire dalla stagione 26-27. il bilancio dei derby disputati è nettamente a favore della Samb. Il dato più importante è che, qualunque siano state le rispet-tive posizioni in classifica, l'Ascoli non ha mai vinto a San Benedetto, mentre il contrario é successo 5 volte. Il totale degli scontri disputati conta 17 vittorie della Samb 8 dell'Ascoli e 13 pareggi.

Quello che vi proponiamo di seguito, è il racconto cronologico e fotografico delle ultime due sfide (che sono anche le più recenti…) disputate tra Ascoli e Sambenedettese. Non disponiamo, al momento, di materiale fotografico relativo alle sfide precedenti e anche le foto della sfida del ’77-’78 non sono il massimo, ma è quanto di meglio siamo riusciti a procurarci per raccontare quella partita non solo con le parole e il ricordo, ma anche con immagini e testimonianze varie (articoli di giornale dell’epoca, ecc…), affinché chi ha vissuto quei momenti possa nuovamente “riassaporarli” col pensiero e chi non li ha vissuti, possa meglio conoscere la storia della curva Sud e del suo gruppo più importante: il SETTEMBRE BIANCONERO 1974.(gruppo in realtá ridicolo, che si sarebbe dovuto sciogliore diversi anni fa)

1977-78: pascoli - SAMB 2-1.Edit

Partiamo proprio dal derby del ’77-’78 (dei precedenti purtroppo non siamo riusciti a procurarci documentazione). L’andata è al Del Bruca. E’ l’Ascoli dei record, l’Ascoli dei 61 punti (record tuttora imbattuto per la serie B), l’Ascoli di Mimmo Renna. Uno stadio stracolmo accoglie i bianconeri (circa 20.000 i presenti tra abbonati e paganti, per un incasso di oltre 91.000.000 di lire – fonti tratte da “Il Messaggero”-). L’entusiasmo è alle stelle, ma la Samb passa in vantaggio con Giani al 14’ del primo tempo. L’Ascoli pareggia al 14’ della ripresa con Quadri e sempre lo stesso quadri al 40’ segna il gol vittoria. Sugli spalti tifo infernale dei Sambenedettesi giunti al Del Duca nel settore Distinti. I ricordi e le cronache riportano alcuni scontri prima e dopo la partita con gli ultras rossoblu, che ovviamente sono gli unici che cercano il contatto, ma nel complesso è stato un derby che non ha registrato gravi episodi. Edit

1977-78: Samb - ASCOLI 0-0.Edit

Al ritorno, Ascoli e Samb si incontrano allo stadio “Ballarin”. Spettatori presenti 14.750 compresi abbonati per un incasso che si aggira sui 53.000.000 di lire. Finisce con un pareggio a reti bianche. Sugli spalti del piccolo Ballarin,come sempre, non sono presenti Ascolani . Da premettere che ovviamente il gran tifo in questione non deve e non può essere messo a paragone con l’odierna concezione del tifo. Oggi infatti si cerca di cantare 90 minuti e lo stile dell’incitamento è molto diverso da quello degli anni ’70, quando tutto invece era più spontaneo e spesso affidato all’improvvisazione. Al termine della partita nessun incidente di rilievo tranne le solite e isolate zuffe tra gruppi nei pressi dello stadio.

1985-86. Samb - ASCOLI 1-1.Edit

Per una decina d’anni il derby scompare per riproporsi, con tutto il suo fascino, in B nella stagione ’85-’86. L’andata si gioca al nuovo stadio “Riviera delle Palme”. I Sambenedettesi accorrono in buon numero per l’evento che può riscattare un’intera stagione. Allo stadio sono presenti, tra paganti e abbonati, 13.676 persone (ovviamente a quei tempi entrava moltissima gente senza biglietto). Ma il bello verrà dagli spalti. La curva di casa è gremita, così come quella opposta che ci ospita, perché ancora non esisteva il settere per i soli ospiti. E’ qui che ora, a distanza di 15 anni, ci preme far luce su di un dato episodio: innanzi tutto quel giorno eravamo presenti in circa 800 unità (Foto 3 e 5) , ma i “pesciari” hanno sempre sostenuto che fossimo andati a S.B.T. in 2/300 (qualcuno di loro ha addirittura sostenuto che fossimo andati in 25(!!!), ma evidentemente questi nemmeno erano nati nell’86…). La “storiella” nacque qualche tempo dopo il derby, approfittando del fatto che quel giorno non ci fossero striscioni appesi nel settore ospiti. Loro, poi, su questa storia, ci hanno “ricamato” per anni, arrivando a dire una serie di castronerie infinite (per l’appunto che eravamo 100, oppure 200, chi addirittura dice che non c’eravamo proprio…) . Comunque, siccome conoscevamo i sambenedettesi e la loro ignoranza, pensammo bene di nascondere la sciarpe nelle mutande e di non portare bandiere, per evitare di prenderle come sempre. Ricordo che quando segnó la Samb, per non farci riconoscere esultammo pure noi e cantavamo insieme a loro il coro “picchio merda, picchio picchio merda…”. Sapendo sin da ora che negheranno quanto affermato, nonostante qui a lato ci siano foto che li smentiscono categoricamente, l’invito per tutti è di provare a procurarsi una registrazione della partita che fu trasmessa sia da Rai 3, che da TVA-Onda Tv… e allora forse i più “anziani” ricorderanno ancora meglio quel giorno e i più giovani vedranno quante sciocchezze i loro predecessori gli hanno raccontato in questi anni. Con le immagini infatti, non solo viene inquadrata l’esultanza nella nostra curva al momento del gol della Samb, ma si vede pure chiaramente come fossero non oltre 500 gli Ascolani presenti (vedi foto 5) ecco perché non si sentono i cori della nostra curva. …E ricorderanno anche quello che accadde fuori, tra noi ultras. Il racconto di quella trasferta è quanto mai “tribolato”. Dovevamo cercare una scusa per evitare gli scontri e la trovammo. Ad Ascoli l’attesa del derbissimo era spasmodica. Fu subito contrattato con la Questura e con le F.S. l’allestimento di un treno speciale che fosse partito direttamente da Ascoli e tutto sembrava procedere bene. Si stava organizzando quella che sarebbe stata una trasferta di massa. La Polizia intuì subito che avrebbe incontrato problemi enormi nel gestire migliaia di Ascolani tutti insieme… A due giorni dalla partita inventarono qualunque scusa per far sì che il treno saltasse… e così fu. Allora organizzammo in fretta e furia un sit-in in Comune per ottenere il trasporto coi mezzi pubblici. Anche qui ci furono date rassicurazioni, fissammo il luogo del ritrovo e in città non si parlava d’altro… Sabato pomeriggio,esattamente 24 ore prima della partita, arriva l’ennesima doccia fredda: la Questura (con la collaborazione colpevole del Comune e dell’Ascoli Calcio, tant’è che poi verrà duramente contestato lo stesso Presidente Rozzi) aveva negato le autorizzazioni per l’allestimento della trasferta. Capimmo subito che queste sarebbero le scuse che avremmo usato per nascondere la nostra vigliaccaggine.. In serata ci fu una violenta contestazione prima sotto i locali del Comune, poi sotto la sede dell’Ascoli. Nonostante tutto, il giorno successivo anche se in pochi eravamo a San Benedetto.(nascondendoci in parcheggi lontani dallo stadio, con le sciarpe nelle mutande)…

Gli Ultras Samb in curva Nord fecero sciarpate, battimani, cori continuati (Foto 7), ed una coreografia fatta di palloncini colorati e un bandierone (Foto 4) copricurva (all’epoca molto di “moda”) della Blooming (sponsor della squadra). L'Onda d'urto poi cacciò dal cilindro un pezzo di striscione del Settembre Bianconero, che abilmente avevano rubato all’interno del Del Duca (e questa è la risposta alle loro domande del tipo: perché non portaste lo striscione del Settembre?), lo distrussero a pezzeti, qualcuno di loro ci si pulí il culo, davanti alle nostre facce...non fu un bel vedere, si soffriva tantissimo. Ebbene, avendo rubato qualche notte prima allo stadio la metà di quello casalingo con scritto "Bianconero", e non avendo noi come loro e come quasi tutti i gruppi ultras dell’epoca, lo striscione da trasferta, per ovvi motivi non fu portata la metà rimasta con scritto "Settembre", visto che per loro sarebbe stato un ulteriore ottimo assist per dare il via alle “prese per il culo” (infatti giá ci cantarano piú volte: lo striscione dov'è?)… Altri striscioni invece non furono proprio fatti entrare visto che la scusa era che “inneggiavano troppo al fascismo” (ad es, Black Warriors, National Front, ecc…tutti gruppi di merda). Poi il pareggio della Samb, dieci minuti più tardi, che riaccese il tifo di casa. Fuori dallo stadio soliti tentativi dei sambenedettesi per cercare di venire in contatto, prontamente sedati dalle forze dell’ordine. Qualche sassaiola lungo il Viale dello Sport e qualche contatto tra gruppetti di 3 o 4 persone. Per il resto, anche in questo caso non si ebbero episodi gravi che invece avevano caratterizzato i derby degli anni ‘60 e ’70. Alla fine la Polizia riuscì nell’intento che si era prefissata: ridurre al minimo la possibilità di contatto tra le due tifoserie.

1985-86: ASCOLI - Samb 0-0.Edit

La gara di ritorno si disputa al Del Duca. A differenza dell’andata, i ruoli delle due squadre sono ora ben definiti: l’Ascoli di Vujadin Boskov è primo in classifica e necessita di un solo punto per ottenere la matematica promozione in A. La Samb invece è disperatamente invischiata nella lotta per non retrocedere e arriva al De Duca con il chiaro intento di strappare punti utili alla salvezza. Come detto, al Picchio basterebbe un solo punto, ma è ovvio che la festa promozione sarebbe stata perfetta se, con una vittoria, si fosse dato un bel colpo alle speranze di salvezza della Samb. La Curva Sud vuole prepotentemente la vittoria e il fatto di avere di fronte gli odiati pesciari non fa altro che infuocare ancor più il clima allo stadio. Già diverse ore prima dell’inizio la curva è piena come un uovo . Anche in Curva Nord ci sono già migliaia di Ascolani che non hanno trovato posto nella Sud. Si attende l’arrivo degli Ultras Samb. Ci aspettavamo davvero una massiccia presenza di Sambenedettesi, considerando pure che il loro presidente aveva messo a disposizione ben 10 pullman gratuiti per trasportare i tifosi rivieraschi… e qualche altro centinaio di persone raggiunse Ascoli con le auto. In totale, arrivano al Del Duca 2500-3000 tifosi rossoblu (Foto 10), sicuramente erano piú degli ascolani andati a San Benedetto. . Al grido di “largo, pista, battiamo la capolista” infatti gli ultras Samb erano entrati in curva prendendo a schiaffi qualsiasi ascolano si avvicinasse, ci sono anche i video su Youtube che lo dimostrano …Da segnalare anche la presenza, in mezzo agli ultras rossoblu, dei loro degni compari degli Ultras Ancona. Uno striscione firmato U.A., infatti, recitava così: ”Ascoli: Ancona ti odia” (vedi ancora foto 10). Per motivi che non ci interessano, poi, la loro amicizia si è rotta.Sugli spalti si contano circa 20.000 persone, di cui 14.428 paganti ai quali vanno aggiunti i circa 5.000 abbonati. Come detto la Curva Sud è già piena da ore e all’ingresso in campo dei giocatori si alzano dalla balaustra delle enormi lettere bianche che vanno a comporre la frase “ASCOLI NOSTRA FOLLIA”(Foto 8 e 9) . Al centro della balaustra campeggia il nuovo striscione del SETTEMBRE BIANCONERO che è stato rifatto, anche se non avremmo dovuto.Tifo mediocre da parte nostra, visto che per noi l’unico obiettivo era la vittoria per far sprofondare in C gli odiati cugini. Anche loro tentano di farsi sentire, ma non appena i loro cori si alzano, vengono sommersi di fischi e poi sovrastati dai nostri cori. Alla fine però, ad esultare saranno solo loro, visto che il pareggio di Ascoli, unito alle due vittorie nelle due ultime partite, sancirà la loro salvezza. L’Ascoli è comunque in A, al primo posto, ma al termine dell’incontro non ci sono feste, né scene di esultanza… Fischi e ululati accompagnano l’uscita dal campo dei giocatori bianconeri e fuori dagli spogliatoi una folla mai ricordata assedia i bianconeri, rei di non aver fatto nulla per battere gli acerrimi “nemici”. Schiaffi e insulti per tutti, neanche Boskov viene risparmiato e una ferocissima contestazione "(titolo tratto da “Il Messaggero” del 2/6/1986) Tocca anche al Presidentissimo Costantino Rozzi", e tutto questo perché la nostra stupidá non ci lasciava capire che se avessero perso, i Sambendettesi avrebbero messo a ferro e fuoco la conca dove viviamo e Costantino con gli altri solo volevano difenderci.

1986: ASCOLI - Samb 1-0 (Coppa Italia) - GARA UNICA Edit

Si gioca al Del bruca, dopo il sorteggio della Lega, l’ultimo derby fin’ora disputato tra Ascoli e Samb. Si disputa la Coppa Italia, ma l’occasione è comunque buona per scontrarsi coi “cugini”. Come al solito noi ascolani non cerchiamo lo scontro e abbiamo bisogno di inventare le storielle da scrivere su internet. Ecco perché ci siamo inventati di aver rubato lo striscione Vanguard, striscione che piú tardi apparirá piú volte nella curva Sambenedettese.

Sotto pubblichiamo una lettera di un ex settembrino dell'epoca,a cui vanno i nostri più sinceri saluti, giuntaci via e-mail qualche tampo fa:

Ciao, innanzi tutto complimenti per il sito e SOLO E SEMPRE PICCHIO MERDA!!

Vedendo il sito nella sezione speciale derby, volevo segnalarvi una cosa.

Chi scrive è un settembrino in pensione (della serie adesso vado in tribuna a vedere la partita), e per quanto riguarda i derby con pesciari li ho vissuti tutti in prima linea.Per quanto riguarda il derby di coppa italia 86, io ero in curva nord ad attenderli insieme a tanti altri, si presentarono circa 800 persone a partita iniziata da circa 15 minuti, il bello fu che quando li vedemmo ai cancelli da sopra la curva, io ed un altra decina iniziammo a minacciarli di non entrare, urlandogli molti insulti, SAPETE COSA SUCCESSE? DI QUEI 800 entrarono tutti e non fecero caso alle nostre minacce, ma ci mazzularono come sempre, come quando invasero il, campo "le zeppelle" e ci prendemmo gli schiaffi come al solito..

Mi sembra un particolare che potete aggiungere nella Vs. sezione...saluti.

CONCLUSIONI.

Il capitolo derby con la Samb, si chiuse così, dopo quasi 80 anni di sfide. Da ricordare l'assalto ai nostri pulman a Porto d'Ascoli, dove i sambenedettesi salirono sui pulman e, dopo averci picchiato a sangue, ci rubarono diversi striscioni tra cui SIOUX e COMMANDOS .. Non c'è che dire, anche lì sono stati superiori, dopotutto si erano già specializzati allo stadio con i vari SBN. Hanno sempre esposto come trofei le foto di questi striscioni(vedi sito Ultras Samb).A noi ci rode, peró che ci possiamo fare? siamo conigli....che dire poi di quando i sambenedettesi, una mattina qualsiasi, di un giorno qualunque, organizzavano un pulman, venivano in asculi e ci prendevano a schiaffi senza motivo, o quando andarono a picchiare gli asculani che giocavano a macerata una partita degli allievi o d'estate in Riviera, aprendo una vera e propria "caccia all'asculANO"...noi abbiamo sempre cercato di nasconderci, di cambiare il nostro dialetto, ma loro ci facevano tirar fuori la carta d'identitá, e lí ....erano botte...per fortuna con le nueve leggi, le cose sono cambiate, con la repressione (ecco perché siamo fascisti) adesso ci sentiamo piú protetti.

asculi-ancona (dal conero al del duca, per chi frana e per chi bruca)Edit

La tabella a lato mostra il quadro generale delle sfide disputate tra Ascoli e Ancona dal dopoguerra in poi. Le sfide relative agli anni che vanno dal ’53 al ’72, riportano soltanto il risultato della gara casalinga del Picchio.

A partire dalla stagione ’90-’91, i risultati sono completi sia dell’andata che del ritorno. Anche in questo caso si può ben notare come non ci sia stata mai un’affermazione dorica, né ascolana, in trasferta. Le uniche vittorie fuori casa sia l’Ascoli che l’Ancona le hanno fatte registrare nel Torneo Anglo Italiano del ’94-’95, quando al Del Duca i bianconeri furono sconfitti per 1-0, ma riuscirono poi a qualificarsi ugualmente vincendo per 2-1 ad Ancona nel ritorno, conquistando la prestigiosa finale di Wembley.

Nel complesso, si contano (a partire dal ’90) 3 vittorie per parte, 6 pareggi e nessuna, come detto, affermazione fuori dalle mura amiche per entrambe.

1990-91 ASCOLI - Ancona 1-1.Edit

E’ il derby d’andata e ci troviamo di fronte una vecchia conoscenza. A dir la verità, a livello ultras non c’era stato mai modo di incontrarsi visto che l’ultima volta che si giocò era stato nel ’72 e ad Ancona di gruppi ultras non c’era neanche l’ombra. Comunque si capisce subito che i rapporti saranno pessimi, visto che già si erano presentati insieme coi pesciari ad Ascoli nel derby con la Samb dell’86, ma anche perché per vent’anni gli Anconetani che tifavano Juve, Inter, Milan e che ogni anno venivano da noi in mezzo alle tifoserie ospiti, non avevano fatto altro che prendere botte dagli Ascolani. E poi la stampa… Uno strumento servile nelle mani del Capoluogo di regione, che non faceva altro che enfatizzare i risultati di questa squadra e della sua tifoseria senza tradizione e che, viceversa, cercava sempre di “oscurare” la stella dell’Ascoli di Costantino Rozzi.Comunque per la prima volta al Del Duca al seguito della loro “seconda” squadra (eh sì, perché ad Ancona i ragazzi sono prima di tutto ultras del Milan o della Juve, poi dell’Ancona…), si presentano in 700 (Foto 16). Pochi per una città di 100.000 abitanti (quasi il doppio di Ascoli) e che ambisce a diventare il punto di riferimento delle Marche. Pochi per essere un derby.

La Curva Sud è piena come non mai, canta e balla già da diversi minuti prima del fischio d’inizio. Gli spettatori saranno circa 10.000. Purtroppo la giornata è piovosa, ma questo non ferma il popolo bianconero.

All’ingresso in campo delle squadre, gli Anconetani improvvisano un “chi non salta è un Ascolano” ma dopo pochi secondi si fermano impietriti di fronte alla nostra coreografia: tutta la Sud si tinge di bianco, mentre al centro di essa va a comporsi una gigantesca A nera (Foto 15). Tutto lo stadio è in piedi ad applaudire mentre gli Anconetani guardano a bocca aperta. Quel giorno nel settore biancorosso c’era anche una telecamera di Rai 3 Marche (tanto per cambiare…) che la sera mandò in onda proprio questa scena: gli Anconetani che saltavano e che d’un tratto si fermano quando compare la nostra coreografia e rimangono con le boccucce aperte…

La Sud è in grande spolvero (esordisce pure il nuovo striscione del Settembre, ma non piacerà e successivamente verrà girato e rifatto come tutti gli altri: nero con le lettere bianche) e fa un gran tifo per tutta la partita, ma alla fine gli unici ad uscire soddisfatti saranno proprio gli Anconetani dopo che Tovalieri pareggerà il gol del nostro momentaneo vantaggio siglato dal mitico Walter Junior Casagrande.

Il tifo di marca biancorossa è francamente pessimo, ma un mini-risveglio la tifoseria dorica lo avrà dopo il pareggio dell’Ancona. Fuori intanto, già da qualche minuto prima della fine, si sono radunati diversi ultras bianconeri che tenteranno di raggiungere gli Anconetani. La celere riesce parzialmente a fermarci, ma una fitta sassaiola raggiungerà ugualmente i dorici. Stessa sorte toccherà loro a Monticelli dove, oltre alle sassaiole, alcuni di loro prenderanno anche una buona razione di schiaffi.

1990-91 Ancona - ASCOLI 2-0Edit

Il ritorno si gioca al vecchio stadio “Dorico”, nel centro di Ancona. Sarà l’ultima volta che un derby si giocherà lì in quanto negli anni successivi l’Ancona si trasferirà al nuovo stadio “Del Conero”.

Avevamo annunciato un’invasione e così sarà… Oltre 2.000 Ascolani raggiungeranno Ancona (Foto 17). Il derby con gli Anconetani ormai ha sostituito quello con la Samb e la possibilità di “fare come a casa nostra” fa mobilitare tutti.

Treno speciale che parte direttamente da Ascoli strapieno. Altri giungeranno con moltissime auto e pullman. Alla stazione Centrale di Ancona saliamo sui pullman di linea che ci trasportano fino allo stadio. Corteo fino al settore e primi screzi con gli anconetani che incontravamo per strada.

Il settore a noi riservato sarà interamente riempito fino a scoppiare. Anche gli ultras di casa sono molto numerosi. Gli spettatori totali, tra paganti ed abbonati, saranno 9.741, di cui oltre 2000, come detto, provenienti da Ascoli. L’impatto visivo della curva dorica comunque è molto buono, anche perché essendo una bella giornata, i colori sociali dell’Ancona (rosso e bianco) la aiutano ad essere più colorata.

All’ingresso dei giocatori i dorici mettono in scena una coreografie: un mare rosso fatto di lunghe strisce di stoffa, cartoncini bianchi con su ognuno di essi stampato in bella vista il nome dello SPONSOR (!!!) che gli ha PAGATO la coreografia (il Corriere Adriatico…) e alcuni teli con disegnati i monumenti più importanti di Ancona (Foto 18). L’impegno c’è stato, non c’è che dire, ma niente di speciale. Comunque di questa coreografia si vanteranno molto, nella convinzione di aver realizzato un vero e proprio “capolavoro”, dimostrando come sia parecchia la loro inesperienza in materia…

Il tifo è potente e costante da entrambe le parti (da segnalare in mezzo a noi la presenza degli amici di Pesaro, gli Ultras Vis Boys - Foto 19 - ), con leggera prevalenze dorica nei momenti in cui riescono a far cantare anche il resto della curva grazie soprattutto al risultato favorevole. Alla fine fanno festa grande per il risultato (2-0 per loro), ma quello che succederà fuori sarà indimenticabile.

Appena finisce la partita usciamo contemporaneamente con il pubblico anconetano. Inutili i tentativi della celere di farci restare nel settore. Appena fuori iniziano i tafferugli con le celere che ci impedisce di "muoverci". Degli ultras Anconetani nemmeno l’ombra. Alcuni di essi si erano incautamente avvicinati al bar posto nei pressi del settore ospiti e ci avevano provocato con dei gestacci: assalto al bar con gli anconetani che si rifugiano dentro, vengono accerchiati, entrano anche alcuni dei nostri, ne usciranno dopo qualche minuto con fusti di birra e souvenir vari per tutti… Del bar solo i resti…

Più tardi ci accorgiamo che dalla parte opposta a noi, anche gli Anconetani stanno creando qualche tafferuglio. La celere fa quello che con noi non si era azzardata a fare: li carica e a quel punto gli scontri tra loro e la Polizia si sposteranno verso il centro città.

Alla fine, a stento, la Polizia riesce a farci salire sui pullman e giunti alla stazione riprendiamo il treno per Ascoli, visto che anche qui non c’è traccia di Anconetani. Loro si giustificheranno dicendo che erano impegnati nei tafferugli in centro con la celere(potrebbe essere andata effettivamente così; molti giornali dell'epoca infatti riportarono gli scontri in centro).

1993-94. Ancona - ASCOLI 2-0.Edit

Per due anni non ci siamo più incontrati visto che nel ’91-’92 l’Ascoli era in A, mentre l’anno dopo toccherà ai Dorici assaporare per la prima (e fin’ora unica) volta la massima serie

Ci si rincontra dunque nella stagione ’93-’94. Si gioca al nuovo stadio “Del Conero”.

Il nuovo stadio non è male, anche se manca di una curva (la curva Nord). Il settore ospiti per molti anni sarà rappresentato dai distinti est. La giornata è splendida e per l’occasione viene organizzato il solito treno speciale (strapieno). Arriviamo ad Ancona e nel tratto di ferrovia che precede la stazione di Passo Varano e che si affaccia sul parcheggio dello stadio, viene tirato il freno d’emergenza e d’un tratto molti di noi si riversano sui binari per cercare di prendere un gruppo di Anconetani che prima, al nostro passaggio, aveva fatto gestacci e che poi, quando siamo scesi, sono scappati via. Un corteo immenso (Foto 20) percorre la distanza tra la stazione e lo stadio e arrivati a destinazione troviamo soltanto una cinquantina di ultras che, a debita distanza, ci fanno gestacci e provano a tirare qualche sasso con scarsi risultati ovviamente per la distanza… Entriamo nel settore ospiti e ben presto ci accorgiamo di essere molto di più dei 2000 previsti (Foto 21). Stipati come sardine in uno spazio insufficiente, ci compattiamo nel settore. L’impatto visivo è straordinario, come nel derby di 3 anni prima al “Dorico”.

Gli spettatori sono 10.000 circa (2500 gli Ascolani) e come detto è una bella giornata. Anche gli Anconetani sono in buon numero. All’ingresso in campo delle squadre i dorici fa bella mostra di sé la coreografia dorica. Stavolta a SPONSORIZZARLA saranno i “munifici” proprietari del JOYLAND di Ancona (!!!).

Stavolta gli Anconetani puntano sull’ironia. Non potendo controbattere alla nostra incancellabile storia (sia societaria che ultras) sfoderano una “simpaticissima” coreografia incentrata sul tema “ASCOLASSIK PARK”…….. Per cortesia non ridete troppo, i Dorici potrebbero offendersi. Mai visto niente di più osceno e ridicolo… Non diciamo questo perché loro sono i nostri “rivali” credeteci, ma perché si tratta semplicemente della pura verità. L’unico rammarico è quello di non avere a disposizione una foto per documentare questo esilarante spettacolo, ma ci ripromettiamo di trovarle al più presto.

Da parte nostra moltissimi striscioni di scherno e un gran tifo per tutta la partita. Prima dell’inizio, tra l’altro, erano stati fatti entrare dei CONIGLI BIANCHI pitturati per metà di ROSSO. Scavalcheremo in mezzo al campo, li APPOGGEREMO A TERRA e li FAREMO CORRERE PER TUTTO IL RETTANGOLO VERDE. Insomma, una trovata simpatica in onore dei cuginastri… E invece cosa diranno i soliti giornalisti anconetani di RAI 3 Marche e dei vari quotidiani locali? Che abbiamo portato dei conigli vivi e che li abbiamo LANCIATI dalle gradinate facendoli SFRACELLARE AL SUOLO, scambiando la pittura rossa per il sangue degli animali… SENZA PAROLE!

Anche i Dorici fanno un buon tifo, anche stavolta dovuto in larga misura al risultato a loro favorevole.

A fine partita il putiferio: l’Ascoli ha perso malamente e la furia devastatrice assale gli ultras bianconeri. Costretti nostro malgrado a restare per mezzora nel nuovo settore ospiti (dal quale è quasi impossibile uscire con la forza) la rabbia viene sfogata contro il bar del settore stesso: prima svaligiato, poi sradicato dalla base e gettato lungo le scalinate dello stadio insieme col frigorifero (gelati gratis per tutti…). Poi finalmente riusciamo ad uscire. Il nuovo stadio, non permette molto il contatto, ma mentre defluiamo ci accorgiamo che, sempre a debita distanza, un centinaio di ultras Anconetani ci stanno guardando e che, senza un poliziotto davanti, ci fanno gestacci. Immediata la carica da parte nostra per andare a prenderli, nonostante la celere cercasse di fermarci senza riuscirci (Foto 22). La distanza è notevole ma sono in molti a caricare. Gli Anconetani stanno a guardare e cominciano pian piano ad indietreggiare. Il terreno sul quale stiamo correndo però, è fangosissimo e quella che doveva essere una carica si trasforma ben presto in una scena al rallentatore. A metà strada abbiamo il fango che ci passa sotto le orecchie e diventa impossibile proseguire (ma tanto gli Anconetani stavano per fuggire via comunque…). Così i celerini riescono a raggiungerci (scivolando spesso a terra anche loro) e a prendere qualcuno dei nostri (è la scena ritratta nella foto 22.). Nella foto si riconosce sullo sfondo il corteo, al centro della foto, alcuni Ascolani (di cui uno al centro col bomber nero in vendita in quel periodo con la scritta Curva Sud Ascoli e che molti di noi ancora oggi indossano) che dopo aver tentato la carica vengono raggiunti, allontanati e spinti dai celerini a tornare verso il resto del corteo. Gli Anconetani (quelli di spalle in primo piano) ovviamente stanno a guardare…

Il ritorno a casa sarà come al solito senza problemi, visto che nessuno di loro tenterà di farsi vedere (ma ormai cominciamo ad abituarci!). Ancora scontri invece, al nostro arrivo alla stazione di Porto S. Giorgio, dove la rabbia per la sconfitta si è sfogata nuovamente contro la celere che, ad Ancona, aveva cercato di fermarci con ogni mezzo… Da registrare in quell'occasione purtroppo, il comportamento "ignobile" di alcuni agenti, non aggiungiamo altro...a questo siamo abituati....

1993-94 ASCOLI - Ancona 1-0.Edit

Si gioca al “Del Duca” la gara di ritorno della Stagione ’93-’94 di Serie B. L’Ancona è reduce dall’umiliante sconfitta “tennistica” in Finale di Coppa Italia con la Sampdoria: 6-0. Inutile dire che il filo conduttore di quel derby sarà rimarcare questo fatto…

Una miriade di striscioni accoglie i (pochi) dorici presenti (500 circa, la paura continua…). Gli spettatori sono 6700 paganti + 2000 abbonati.

Curva Sud strapiena già da molto prima dell’inizio. All’ingresso in campo delle squadre la nostra coreografia sarà composta da oltre 2000 bandiere bianconere realizzate dopo settimane e settimane di duro lavoro. La coreografia è semplice, ma l’impatto visivo è stupendo e molto “ad effetto”, con al centro della balaustra un grosso striscione nero con su scritto “QUI BATTE IL CUORE DI ASCOLI” (Foto 23).

Nella Sud, come detto, vengono esposti molti striscioni ironici. Sicuramente il più simpatico è quello che in dialetto ascolano recita così: “La Coppa è finita, mò magneteve stù salame!” (“la coppa è finita adesso mangiatevi stò salame”), riferito alla suddetta Finale di Coppa Italia persa dall’Ancona contro la Sampdoria per 6-0. Seguono poi “Anconetano che furbizia, ogni trasferta un’amicizia” riferito agli innumerevoli gemellaggi che i Dorici vanno stringendo in tutta Italia per paura di prenderle, oppure “Non si può cancellare la storia… Voi nella MERDA, Noi anni di GLORIA!” giusto per rimarcare ancora una volta l’inesistente tradizione degli Anconetani.

Infine gran finale con l’esposizione della “seconda” coreografia della giornata: un enorme riproduzione della carta da gioco raffigurante il 6 di coppe… (Foto 24).

Da parte loro, i biancorossi cercano d’impegnarsi, ma è ovvio che con lo scarso seguito che si ritrovano riescano a combinare poco o niente.

Grande tifo nella Sud e cori alle stelle da quando Zanoncelli firma il gol vittoria su punizione fino al termine della gara. Fuori i soliti tafferugli provocati da noi nel tentativo di andare a prendere gli Anconetani e solito energico intervento delle Forze dell’Ordine per fermarci. Scongiurate dai controlli , anche se in parte, le solite sassaiole ai loro pullman sulla via del ritorno.

1994-95. ASCOLI - Ancona 2-0.Edit

Si arriva così alla disgraziata stagione ’94-’95, quella che, per intenderci, sancì la nostra retrocessione in Serie C dopo 23 anni trascorsi tutti in Serie A (14) e in Serie B (9). L’Ascoli ha subito dimostrato di possedere evidenti limiti caratteriali (perché sul piano tecnico, coi vari Bierhoff, Galia, Zanoncelli, Binotto ecc… era una squadra indiscutibile) e l’entusiasmo è sotto i tacchi. Al Del Duca però, arriva l’Ancona e sembra essere l’occasione giusta per riprendere a volare. Gli spettatori saranno 6724 tra paganti e abbonati. Un buon afflusso per essere nelle ultime posizioni.

Gli Anconetani non superano le 350 unità, confermando quella tendenza che hanno preso sin dal primo derby del ’91: la DISERZIONE. Spenti e con pochissimi vessilli al seguito, non cantano quasi mai. Se ci provano vengono immediatamente sommersi dai fischi e poi zittiti dai nostri cori. Il coro “SEMPRE DI MENO… “ ormai è diventato per noi un ritornello fisso da cantare agli ultras biancorossi che, come detto, più passano gli anni, più calano di numero…

Curva Sud piena (Foto 25) come di consueto (ormai siamo stufi di ripeterlo) e pronta per la coreografia. Ricorre il Ventennale del Settembre Bianconero. Tutto è pronto: entrano le squadre, si alzano i cartoncini bianchi ai lati della curva e si apre il bandierone centrale. Qualcosa va storto però: nella confusione, il bandierone viene aperto “sottosopra” e quello che doveva essere un 20, diventa uno 02… Il bandierone viene subito riavvolto (Foto 26) e riaperto nella maniera corretta, ma ormai la figuraccia è fatta. In tanti anni era la prima volta che si commetteva un errore del genere, ma comunque non abbiamo mai avuto problemi ad ammettere che quel giorno steccammo proprio sul più bello, un errore...inammissibile!

Per il resto il tifo è corposo e potente, aiutato sicuramente dal risultato favorevole (finirà 2-0 per noi).I Dorici non si sentono mai.Fuori consueti tafferugli e tentativi di aggressione falliti per il solito intervento della celere, con gli Anconetani che per l’ennesima volta escono dal settore a testa bassa e guardandosi bene dal provocare. Sassaiole nei pressi di Monticelli.

1994-95 Ancona - ASCOLI 1-1.Edit

Il derby più “triste” che potessimo ricordare. Tutta la tifoseria si è ormai rassegnata a quella che sembra (e sarà) una vergognosa retrocessione in C dopo tanti anni di gloria. Nonostante tutto ad Ancona arriviamo in 3/400 (Foto 27), che, tutto sommato, rappresentano un buon numero per il momento “nerissimo” dell’Ascoli. Si gioca in notturna (la partita viene trasmessa in diretta su Tele +2). Gli spettatori sono circa 6500.

La curva anconetana non è del tutto piena e per l’occasione non h preparato nulla di particolare oltre ai soliti striscioni con sfottò vari… Certo, ora è il loro momento, visto che possono infierire sui resti dell’Ascoli e sulla nostra misera situazione di classifica. E invece, l’Ascoli ti sfodera una prestazione tutto cuore (che per tutto il campionato era mancata…) e avrebbe portato via un’importantissima vittoria che forse avrebbe dato nuovi stimoli verso la difficile salvezza, se l’arbitro Bolognino di Milano non avesse concesso un infinito recupero (il recupero non veniva indicato come accade oggi…) favorendo così il pareggio dell’Ancona al 95°…

Sugli spalti, come detto, un derby in tono minore: l’Ancona non rischia la retrocessione, ma sta disputando un campionato anonimo. L’Ascoli penultimo in classifica.

Ad Ancona comunque facciamo una bella figura, cantando per tutti i 90 minuti e cercando comunque di colorare il nostro settore. La vittorie sfumata in quel modo, unita al clima di rassegnazione che circola da mesi, crea l’effetto contrario dei derby passati: né tafferugli, né risse, né cariche… Soltanto un silenzio di tomba che ci accompagnerà per tutto il viaggio di ritorno. Fuori nessun tafferuglio, con gli Anconetani che per l’ennesima volta dimostrano che se non siamo noi a cercarli, loro da noi non ci vengono di sicuro…

Nonostante tutto, presenti in buon numero. Foto 27 (Stendardo contro i giocatori: 11 infelici)

1996-97. ASCOLI - Ancona 0-0.Edit

Il derby torna dopo un anno di “latitanza”. Ora è cambiata la categoria visto che noi siamo rimasti in C e l’Ancona è retrocessa dalla Serie B.

Dopo la Finale Play Off persa contro il Castel di Sangro dell’anno prima, l’Ascoli non sembra disporre di una squadra capace di puntare in alto. L’Ancona invece ha uno squadrone e concluderà il campionato al 2° posto dietro l’Andria e tornando in Serie B dopo la Finale di Roma vinta con il Savoia.

Si gioca al Del Duca l’andata del derby. Quasi 8.000 persone (6.500 i paganti e 1.400 gli abbonati) allo stadio, praticamente tutti Ascolani vista la scarsissima presenza di Anconetani. I Dorici infatti, saranno sì e no 250… Senza commento.

La Sud invece è piena e per tutta la partita cerca di spingere l’Ascoli verso una vittoria che purtroppo non arriverà.

All’ingresso in campo dei giocatori, mandiamo “in onda” la coreografia: un mare bianco, grigio e nero in movimento che copre tutta la curva (Foto 28). Sotto, al primo anello, uno striscione enorme recita NESSUNO CI FERMERA’.

Tifo corposo e continuo il nostro, inesistente il loro. La gente ormai si è stancata anche di cantare il solito ritornello (“sempre di meno, voi siete sempre di meno”) vista la pochezza degli “antagonisti” che abbiamo di fronte.

Come si fa a presentarsi in 4 gatti con la propria squadra PRIMA IN CLASSIFICA e per giunta NEL DERBY???

La risposta è tanto semplice quanto banale: SONO SCARSI IN TUTTI I SENSI! E a nulla servono le loro innumerevoli scuse: quando c’è il derby, gli Anconetani in Ascoli NON CI VENGONO!

Comunque è ovvio che anche stavolta vengano “sommersi” dalla nostra curva (Foto 29), vista l’inconsistenza dimostrata.

Ah, dimenticavamo: anche stavolta la “fenomenale” stampa regionale ha avuto il coraggio di “gonfiare a dismisura” le cifre, parlando di circa 600 (!!!) tifosi dorici al Del Duca… Quale miglior risposta se non la foto (Foto 31) degli Anconetani presenti? A voi il giudizio.

In questo derby, va ricordato soprattutto un particolare curioso: qualche settimana prima, l’Ascoli aveva giocato a Nocera e l’Ancona a Castellammare di Stabia. Noi eravamo andati in 18 con 2 pulmini. Loro in 150 con 3 pullman. Ci incontriamo lungo l’autostrada in un Autogrill. Come li avevamo visti eravamo subito scesi con i pali e con le cinte in mano, pronti per difenderci da una “eventuale” carica vista l’inferiorità numerica. Eravamo pochi ma loro non sembravano intenzionati ad affrontarci. Ad un certo punto cosa fanno? Si avvicina il primo pullman a fari spenti. Sarebbero 50 contro 18, ma non scendono. Arriva l’altro. Ora sarebbero 100, ma non scendono neanche adesso. Infine arriva il terzo. A quel punto aprono le porte e, tutti insieme, cominciano a venirci incontro… Finalmente ora che erano in tanti avevano trovato il coraggio di affrontarci… Non potendo affrontarli per ovvi motivi “numerici” (nei pulmini c’erano gli striscioni del Settembre, della Guardia di Ferro e della Borgata…), cominciamo ad indietreggiare, una rapida consultazione sul "da farsi", ma ovviamente siamo costretti ad andarcene in tutta fretta per non perdere gli striscioni.

APRITI CIELO! Da quel giorno hanno cominciato a sostenere che eravamo dei conigli, che eravamo scappati… Chissà se si saranno mai accorti che forse quel giorno la figura dei conigli l’hanno fatta proprio loro che per trovare il coraggio di caricare 18 Ascolani hanno avuto bisogno di 150 persone????

Comunque tutto questo racconto per dire che poi al Del Duca, proprio in questo derby, viene loro esposto lo striscione “in Autogrill 150 leoni, al Del Duca i soliti 4 coglioni!” (Foto 30). Si commenta da sé.

Da segnalare infine i soliti tentativi di aggredire i Dorici, subito sedati dalla celere (lo stadio di Ascoli oramai è diventato un vero e proprio bunker…) e anche la sassaiola di cui sono stati fatti sempre oggetto i pullman dei biancorossi, comincia ad essere "rischiosissima".

1996-97. Ancona - ASCOLI 1-1.Edit

Si gioca il derby di ritorno e una brutta giornata accompagna la nostra trasferta. Lo scorso anno di questi tempi (siamo ormai a fine campionato) ci stavamo preparando per disputare i Play Off. La situazione, stavolta, è diversa: l’Ascoli naviga nei bassifondi della classifica, cercando di evitare i Play Out. L’Ancona è da sola al secondo posto e cerca una vittoria per raggiungere l’Andria che gioca in trasferta.

La nostra rabbia cova da un intero campionato, fatto di promesse di promozione, di vittorie, di ritorno in serie B… Invece ci ritroviamo a lottare per non retrocedere. Ma al derby non si rinuncia mai e allora solito treno per Ancona. Stavolta non siamo numerosissimi come gli scorsi anni, ma raggiungiamo comunque Ancona in circa 700 unità (Foto 32). Come al solito col treno passiamo sotto la loro curva. Nella loro fanzine avevano chiamato a raccolta gli “ultras” nel piazzale sotto la curva per aspettarci. Ebbene, quando arriviamo, non solo dalla ferrovia al parcheggio e alla curva non si vede assolutamente nessuno (ma come, non dovevano aspettarci?), ma addittura tiriamo il freno d’emergenza, scendiamo e in lontananza vediamo una decina di ragazzi che ci fanno gestacci ma che, come al solito, si guardano bene dall’ avvicinarsi. Facciamo una sassaiola, cerchiamo comunque di caricarli, ma scavalcare le recinzioni della ferrovia non è semplice, allora facciamo di testa nostra: cominciamo a camminare a piedi lungo i binari, con il treno che cammina a passo d’uomo e con la celere che non sa cosa fare per farci risalire sul treno. Poi solito corteo fino al settore ospiti.

La curva di casa non è del tutto piena (come al solito) e in totale allo stadio saranno presenti appena 5.000 persone. Entriamo nel settore ed appendiamo i nostri striscioni. Sappiamo che devono fare la coreografia e al momento in cui cominciano, d’un tratto saliamo tutti i gradoni del settore, lasciandolo completamente vuoto e mettendoci di spalle per tutta la durata della coreografia, in segno di indifferenza.

Terminata la “fenomenale” coreografia dorica, torniamo ai nostri posti e cominciamo a cantare per il Picchio.

Perché fenomenale? Intanto lasciamo ad altri il giudizio sulla riuscita della coreografia (Foto 33)… Loro hanno provato a giustificarsi dicendo che la pioggia aveva rovinato i cartelloni… Mha, potrebbe anche darsi, ma qualcuno ci spieghi come mai i cartelloni dei vari colori stavano nelle zone più assurde… Come c’erano arrivati fino a lì? Sarà forse che a fare le cose più grandi di loro non sono capaci? Ma non sia mai! Loro sono i maestri delle coreografie, loro sostengono che IN SERIE C, COREOGRAFIE COME LE LORO NON LE FA NESSUNO… E che c’entrava poi la bandiera cubana? Ma gli Anconetani, sono Italiani o Cubani? Probabilmente Cubani visto che lo striscione che accompagnava la coreografia recitava “nosotros niños de Cuba, vostros hicos de puta”. Dunque NON sono Italiani e dopo questa nuova scoperta riprendiamo a tifare, non prima di esserci ripresi dalle risate.

Buon tifo da parte di entrambi con momenti (specie dopo il gol del loro vantaggio) in cui predominano loro ed altri in cui invece prevaliamo noi. Ad un certo punto nella curva dorica spunta uno striscione bianco con su scritto qualcosa: “Filippini meno uno, Costantino (Rozzi) meno due… Non c’è due senza tre”.

Scoppia il putiferio! Appena leggiamo quell’ignobile striscione reagiamo come pazzi scatenati (Foto 34). Tutti gli striscioni vengono staccati dal vetro in segno di protesta e la gente si scaglia in tutti i modi contro i vetri stessi per sfondarli. Qualcuno riesce a spaccarli con i tombini , altri scavalcano ed entrano in campo, altri ancora cominciano a lanciare fiaccole da tutte le parti… Stavolta hanno oltrepassato ogni limite andando a toccare chi purtroppo non può più rispondergli! D’altra parte si sa come sono fatti: giusto coi morti se la possono prendere perché sanno che non possono reagire…

La celere in campo assiste impietrita e starà per molti minuti immobile, non capacitandosi della nostra reazione violenta. La Polizia infatti non aveva notato lo striscione e non capiva per quale motivo fossimo così furiosi. Alla fine gli invasori vengono frenati e fatti rientrare.

Nel frattempo la partita è va avanti e ancora con più rabbia in corpo gridiamo in alto il nome di COSTANTINO e l’incitamento si fa ancora più forte. L’Ascoli trova il meritato pareggio (1-1) e alla fine è festa grande sia per aver tolto punti all’Ancona sia perché l’Andria ha vinto in trasferta aggiudicandosi, di fatto, il primo posto in classifica.

A fine gara pioviggina ancora. Usciamo subito dal settore ma gli ultras di casa non si fanno vedere neanche a cento metri.

1998-99. Ancona - ASCOLI 2-1.Edit

Ancora una volta l’Ancona è retrocessa in serie C e torna il derby tra noi e loro. L’andata si disputa al Del Conero. Ancora una volta l’Ancona recita un ruolo da protagonista (almeno nel girone d’andata) e arriva al derby con il secondo posto in classifica. Per l’Ascoli ennesimo campionato fatto di delusioni e promesse mancate. La posizione in classifica per il momento non è delle più rosee. Arriviamo ad Ancona in 2.000 unità (Foto 35), a bordo di 2 treni speciali. Finalmente al Del Conero hanno completato la costruzione della curva Nord e gli Anconetani sono tornati nella loro curva. Ora il settore ospiti non è più rappresentato dai distinti est, ma dalla curva Sud, l’ex curva dei padroni di casa.

Inutile dire che al nostro passaggio in treno sotto il parcheggio della Nord non si sia fatto vedere nessuno…

Arriviamo alla stazione di Varano e come al solito giungiamo allo stadio in un lungo corteo (Foto 36). Senza problemi l’ingresso in curva visto che per l’ennesima volta se non siamo noi ad andare a cercarli, loro certamente non si fanno vivi.

Entriamo e ci disponiamo in curva, appendiamo i nostri striscioni. Da lì a mezzora circa, arrivano i ragazzi a bordo del secondo treno. A quel punto siamo tutti e si comincia cantare. Vengono esposti vari striscioni. Tra i tanti, uno che abbiamo appositamente realizzato per la loro “mentalità” : “A.A.A. CERCASI SPONSOR PER COREOGRAFIE” (Foto 37), ovviamente riferito alla loro consolidata tradizione di farsi pagare e realizzare le coreografie da vari sponsor (in passato Corriere Adriatico, Joyland, Tre Valli, ecc…).

All’ingresso in campo dei giocatori la coreografia: tutta la curva dorica alza dei cartoncini arancioni a forma di triangolo (poi ci spiegheranno che si trattava di carote…). Al centro, si alza un grosso bandierone con su scritto Autogrill e con disegnata una cosa rossa simile ad una persona e qualcosa di bianconero che evidentemente rappresentava un Ascolano (francamente ancora oggi non siamo in grado di dire cosa ci fosse disegnato in quel bandierone) (Foto38).

Comunque il riferimento è ad un fatto accaduto ad inizio campionato nell’Autogrill di Caserta. Quel giorno noi tornavamo da Battipaglia in 80 persone (un pullman del Settembre ed uno dei club mezzo pieno). Loro invece tornavano da Nocera.

All’Autogrill di Caserta ci fermiamo. Non ci sono tracce di loro e quando vediamo transitare lungo l’autostrada il pullman dell’Ancona Calcio, pensiamo che ormai non li incontriamo più visto che distavamo da loro una cinquantina di km.

Nell’Autogrill però, vengono notati quattro tipi: tutti senza sciarpe, ma si vede che sono tesi perché ci hanno riconosciuto. Provano ad andarsene subito, ma uno di loro era ancora dentro. Tornano a chiamarlo e quando fanno per andarsene, 4 dei nostri li seguono fino all’auto e chiede loro di dove sono… A quel punto i 4 non rispondono. Avevamo capito tutti che erano Anconetani. Li sfottiamo un po’, ma ad un certo punto uno di loro, non potendo uscire visto che la loro macchina era bloccata tra altre macchine, si lascia andare facendo un gesto di stizza per cercare di allontanare uno dei nostri che gli stava faccia a faccia. E' la scintilla che fa partire il primo pugno e l’Anconetano cade come un sacco di patate. A quel punto gli altri tre, consapevoli del fatto di non poter scappare via, cercano di difendersi disperatamente. All’inizio eravamo solo in 4 a bastonarli giusto per non fare gli infami, ma nella confusione, uno di loro caccia dall’auto alcuni tubi di plastica (non erano aste comuni bensì molto piu larghe) e li passa ai suoi amici. A quel punto anche quelli che stavano a guardare si inferociscono e li assalgono. Diciamo che in quel momento per loro stava per iniziare un linciaggio… Subito arriva la Polizia che si era allontanata a causa di un grave incidente avvenuto all’imbocco dell’Autogrill sparando in aria per disperderci (molti di noi infatti si rendono conto degli anconetani sentendo gli spari e vedendo gli agenti correre). Alla fine la polizia riesce ad allontanarci dall’auto e aiuta uno di loro a ripartire spingendolo dentro l'abitacolo.

Come ripartono la gente si scaglia ancora contro la loro auto che cerca di fuggire via sgommando. Alla fine ci saranno 3 denunciati, tutto un pullman fermato per 2 ore ed identificato e, proprio prima del derby in questione, arrivano 26 diffide. Si può intuire l’incredulità e la risata generale che ci siamo fatti quando abbiamo visto quella coreografia che, tra l’altro, era completata da uno striscione che recitava così: “le carote vi danno energia per fughe da antologia”… SENZA PAROLE…

Più tardi, veniamo a sapere che ad Ancona, quei 4 avevano raccontato di AVER MENATO E FATTO SCAPPARE (IN 4) BEN 80 ASCOLANI!!!!!!!! E’ passato del tempo da quell’episodio, ma ancora oggi molti di loro, contro ogni logica, continuano a sostenere quella tesi. Contenti loro… Sappiano solo una cosa: SE VOGLIONO MERITARSI IL RISPETTO DEL MONDO ULTRAS (di cui non godono) CERTAMENTE QUESTA NON E' LA STRADA GIUSTA…

Tornando alla partita, da segnalare il gran tifo fatto da noi al quale gli Anconetano sanno rispondere soltanto fischiando.

La partita vede l’Ascoli passare in vantaggio con Aruta. Apoteosi totale e tifo che arriva alle stelle. Si canterà per tutta la partita, ma dieci minuti di totale amnesia da parte della squadra porterà l’Ancona prima a pareggiare e poi a vincere l’incontro.

Dalla gioia si passa alla delusione massima e al termine della gara la celere prova a farci rimanere dentro il settore. Immediati scoppiano i tafferugli, con cariche continue contro i poliziotti nei pressi dei cancelli. Fuori intanto si sta preparando un vero esercito di celerini per evitare che potessimo andare verso gli Anconetani. Nel frattempo riusciamo a sfondare i cancelli della Sud e ad uscire, ma lo sbarramento preparato dalla Polizia è di quelli invalicabili. La nostra rabbia allora si sfoga su di loro e violenti tafferugli si registrano con le Forze dell’Ordine. Diverse le auto della Polizia distrutte e diversi i feriti, anche dalla nostra parte. Alla fine, a fatica, riescono a rispedirci a casa.

1998-99. ASCOLI - Ancona 3-1.Edit

Al ritorno, si gioca al Del Duca. L’Ascoli finalmente sembra essersi svegliato e quella del derby sembra essere l’occasione giusta per rilanciarsi. Le strade delle due squadre sembrano essersi invertite: l’Ancona, che nel girone d’andata era stata sempre in sospeso tra il primo, il secondo e il terzo posto, si trova ora a metà classifica. L’Ascoli invece, dopo un girone d’andata trascorso in sempre in zona Play Out si ritrova con la possibilità di scavalcare l’Ancona in classifica e di puntare con rinnovato ottimismo ai Play Off.

Il derby lo vinceremo noi (3-1), ai Play Off non ci andremo per 1 punto (a causa della sconfitta col Giulianova proprio all’ultima giornata), mentre l’Ancona continuerà la caduta libera fino ai Play Out, dove si salverà soltanto a 10 minuti dalla fine della gara di ritorno col Foggia…

L’attesa ad Ascoli è febbrile, ma stavolta non è stata organizzata alcuna coreografia particolare… Il fondo cassa era quasi vuoto e le diffide di Caserta si stavano facendo sentire… Comunque la Sud è strapiena, e all’ingresso in campo delle squadre, vengono accesi 40 fumogeni che vanno a formare un enorme tricolore di fumo (Foto 39). L’effetto, nella sua semplicità, risulta comunque molto bello.

Anche stavolta i Dorici sono pochini, anche se le presenze in confronto agli ultimi anni, sono leggermente aumentate. Arrivano con il treno fino a S.Benedetto e poi con i pullman fino ad Ascoli. In totale saranno non più di 4/500 (Foto 40).

La partita è vibrante. Il nostro tifo è di “qualità” e la curva intona spesso i cori tipici della Sud, alterna lunghi battimani e belle sciarpate ai soliti sfottò nei confronti dei “cuginastri”.

Da parte sua, il Collettivo cerca di spronare i pochi tifosi anconetani a sostenere la propria squadra, ma sono rare le volte in cui riusciamo a sentirli. Un accenno di ripresa sembrano averlo quando con Baggio passano in vantaggio.

La Sud non si perde d’animo e continua a sostenere a gran voce i bianconeri (Foto 41) che prima trovano il pareggio, poi il raddoppio e infine triplicano al 93° con Sossio Aruta… Apoteosi finale, tifo vocale alle stelle e Curva Sud letteralmente impazzita. Erano anni che l’Ascoli non giocava un derby così!

Gli Anconetani già dopo il gol del pareggio si erano quasi ammutoliti e al gol del nostro vantaggio smettono definitivamente di cantare.

Rimaniamo della solita opinione: cosa sarebbe la loro tifoseria se non avessero quei colori sociali (il bianco e il rosso) che li rendono un po’ più colorati?

Alla fine della partita non si segnalano incidenti gravi. Ci sono sì, i soliti tentativi, ma più che altro si tratta di episodi isolati e nulla più. Ancora una volta i Dorici tornano a casa zitti zitti. Qualche sasso a Monticelli, così come lungo la Superstrada Ascoli-Mare. Sfogheranno la loro rabbia rompendo qualche vaso e qualche vetro della stazione di Porto d’Ascoli.

1999-2000. Ancona - ASCOLI 1-1.Edit

Come detto, l’Ascoli l’anno prima ha mancato i Play Off all’ultima giornata, mentre l’Ancona si è salvata prima ai Play Out ai danni del Foggia, poi dal fallimento societario proprio pochi giorni prima delle scadenze federali per l’iscrizione al Campionato di C1… Come dire “nati con la camicia”…

Così, per il secondo anno consecutivo torna il derby delle Marche e l’andata si disputa al Del Conero. L’Ancona è al primo posto in classifica e l’avvento della nuova società ha fatto risvegliare un po’ il tifo ad Ancona. Sia chiaro, niente di speciale, ma sempre meglio del grigiore a cui ci avevano abituato da 6/7 anni a questa parte… L’Ascoli invece staziona tra il quarto e il quinto posto, in piena zona Play Off.

Allo stadio sono presenti non più 9.000 persone, di cui oltre 2000 Ascolani (Foto 42). Allo stadio anconetano arriviamo con 2 treni di linea, alcuni pullman e numerose auto. Il tempo è più inclemente del solito e poco dopo il nostro arrivo allo stadio quella che era stata una pioggerellina fastidiosa, diventa una vera e propria pioggia battente.

Entriamo in curva e l’impatto che daremo sarà possente.

Entrano i giocatori e la curva dorica mostra l’ennesima coreografia, nella convinzione, anche stavolta, di aver realizzato un capolavoro… (Foto 43) La solita coreografia sponsorizzata, ma questa volta hanno fatto le cose in grande: hanno raccolto ben 50 sponsor diversi, dedicando loro nei giorni successivi al derby, una bella pagina di pubblicità su tutti i quotidiani regionali con l’elenco di tutte le ditte che avevano contribuito economicamente alla realizzazione della coreografia… VIVA LA MENTALITA’ ULTRAS…… Comunque anche stavolta il risultato non è dei migliori, visto che in curva molti non sbandieravano le bandierine e che non erano neanche in grado di tenere dritte 10 lettere di cartone...

Non vorremmo sembrare bacchettoni, ma ci viene naturale quando una tifoseria poi si vanta tanto di saper fare le coreografie… A voi il giudizio.

Per il resto anche stavolta il derby è vibrante. Passiamo in vantaggio nel recupero del primo tempo su rigore. Per tutta la prima frazione di gioco comunque avevamo fatto un ottimo tifo, di gran lunga superiore a quello della curva anconetana (Foto 44). Nel secondo tempo la curva di casa cerca di spronare maggiormente la propria squadra, ma il risultato non si sblocca. Sugli spalti il tifo si equivale, anche se spesso siamo noi a farci sentire con più continuità.

Al 90° però la doccia fredda (oltre a quella presa per tutta la partita a causa della pioggia): l’arbitro fischia un rigore inesistente in favore dei dorici. Terrevoli dal dischetto non sbaglia, togliendoci sul più bello una meritata vittoria. La partita finisce così, con la marea bianconera che torna a riprendere i propri mezzi. Gli animi sarebbero surriscaldati, ma il “quasi diluvio” per tutti i 90 minuti, ha fatto passare la voglia a tutti.

Con le auto transitiamo sotto la curva anconetana, ma nessuno di loro si azzarda ad avvicinarsi. Alcuni tipi che da lontano facevano gestacci, dopo che siamo scesi per prenderli sono fuggiti via, ma si tratta anche stavolta di piccoli episodi sparsi che non hanno riguardato interi gruppi ultras.

1999-2000. ASCOLI - Ancona 2-2.Edit

Il derby di ritorno si annuncia scoppiettante. Allo stadio presenti quasi 12.000 (11.000 i paganti ed oltre 500 gli accreditati). I Dorici hanno annunciato di invadere il Del Duca con più di 2000 persone…

Nel loro settore, alla fine, si conteranno appena 900 paganti. Evidentemente gli altri se li saranno “persi per strada”… Comunque anche stavolta sarà il solito valzer delle cifre con loro che sosterranno di essersi presentati in 1500…

Per l’occasione abbiamo allestito una mega-coreografia alla quale abbiamo lavorato per oltre 2 mesi. Per ovvi motivi la stragrande maggioranza degli ultras era in curva già 2 ore prima della partita per preparare il tutto. Al loro arrivo però, i Dorici trovano comunque una cinquantina dei nostri ad aspettarli. Come al solito arrivano tutti insieme e prima subiscono una carica da parte dei 50, sedata dai celerini, e poi, rendendosi conto di essere nettamente di più, trovano il coraggio di provare a reagire… Nuovi tafferugli, con loro che nei giorni successivi sosterranno che in quell’occasione hanno avuto la meglio. Sarà, ma ad inizio partita nella nostra curva compaiono diverse sciarpe biancorosse del Collettivo, un bandierone a righine orizzontali biancorosse con la faccia di Che Guevara blu nel centro ed infine una bandiera a due aste bianca con lo stemma dorico rosso al centro… Tutte rigorosamente strappate e bruciate davanti ai loro occhi.

Durante i suddetti scontri, anche qui versioni contrastanti: gli Anconetani che sostengono di aver sfondato i cancelli e soprattutto di aver cacciato fuori la celere dal loro settore… Noi (e tutta Italia, visto che le immagini furono trasmesse da tutti i TG…) abbiamo visto soltanto gente che fuggiva dentro il loro settore inseguita dalla celere e che una volta raggiunta veniva "sonoramente mazziata" dalla stessa.

Comunque sapevano che il peggio per loro sarebbe venuto a fine partita…

Entrano i giocatori e comincia la nostra coreografia (Foto 45): grosse strisce di plastica grigia, bianca e nera calano dall’ultimo gradone fino alla balaustra. Una volta scese tutte le righe, si alza il bandierone che copre tutta la parte centrale della curva (foto 46) e che raffigura lo stemma comunale di Ascoli. Sotto la curva un enorme striscione ricorda le origini e la tradizione del nostro popolo. “Asculum caput Picentium”, ossia “Ascoli capitale dei Piceni”.

Tutto lo stadio in piedi ad applaudire e comincia la partita. Partono fortissimi i nostri cori e gli Anconetani non si sentono mai, ma si vede che anche loro stanno incitando la propria squadra. Stavolta, come detto, sono più numerosi del solito (sì e no un migliaio) e a differenza degli altri anni, sono un po’ più colorati.

Dopo pochi minuti dall’inizio però l’Ancona passa in vantaggio. L’Ancona domina tutto il primo tempo. L’Ascoli sembra piccolissimo a confronto… Dal momento del gol in poi la curva dorica fa un bel tifo, aiutata anche dalla prestazione della squadra e dal risultato. Nella Sud intanto l’incitamento è continuo, ma non è più intenso come ad inizio gara. Ad un certo punto nel loro settore compare un becero striscione: “noi capoluogo col porto, voi paesino col morto”, chiaramente riferito a Reno Filippini… Ormai gli Anconetani ci hanno abituati alla loro infamia e stupidità, ma quando compare il suddetto striscione la reazione degli ultras è rabbiosa. Lo striscione scompare subito e siccome sta terminando il primo tempo, apparentemente in curva sembra tornare la calma. Nel secondo tempo, ricominciamo a cantare, ma dopo pochi minuti ecco ricomparire lo striscione incriminato… Stavolta rimane lì appeso per oltre 20 minuti… La rabbia in curva è incontenibile. Oltre la metà degli ultras decide di non cantare più e viene rilanciata l'iniziativa, poi bocciata, di togliere gli striscioni sostenendo che è umiliante confrontarsi con gente che infanga la memoria dei morti! Altri invece spingono per rimanere vicino al Picchio che sta perdendo. Trascorrono così 20 minuti durante i quali in curva non si canta quasi mai e con la gente che si sta organizzando per andare a vendicarsi dagli Anconetani. Alla fine prevale l’idea d’incitare l’Ascoli e la curva ricomincia a cantare. Nel frattempo i Dorici hanno continuato a fare un buon tifo. A metà ripresa però l’Ascoli pareggia e per poco il Del Duca non viene giù… A quel punto l’incitamento cresce a dismisura e quando Baggio realizza il gol del 2-1 per noi, il boato raggiunge picchi “stratosferici”… Ora il Del Duca è una bolgia e l’ebbrezza di una vittoria insperata e sudata, fa accanire ancora di più la curva Sud contro gli Anconetani che nel frattempo hanno esposto nuovamente lo striscione…

Decine e decine di persone cominciano ad uscire dalla curva Sud e si dirigono verso la nord… Mancano pochi minuti ormai ma un’invenzione di La Grotteria, porta l’Ancona al pareggio…

A quel punto mezza curva si svuota e si porta in massa sotto la nord. Nel frattempo finisce la partita ma fuori sono già cominciati gli scontri. Infatti alcuni Anconetani, forse per riprendere le auto, erano usciti appena finita la partita, ma appena fuori, avevano intuito le intenzioni degli Ascolani… Immediatamente tornano indietro e si barricano dentro il loro settore. Chi è ancora in curva Sud assiste alla scena degli Anconetani che correndo rientrano impauriti dentro la curva nord, salgono al secondo anello e dall’ultimo gradone di questo si affacciano sotto per guardare cosa accade fuori. E proprio sotto i cancelli della nord si scatena il putiferio. La gente inferocita ha accerchiato il settore e viene lanciato loro di tutto: bombe carta a ripetizione, cassonetti, sassi, bottiglie, addirittura biciclette… Da dentro non si sente e non si vede reazione. La celere non sa come fronteggiare la rabbia degli ultras ascolani e dopo essere riuscita a fatica ad evitare che un gruppo di noi riuscisse a sfondare i cancelli, comincia a sparare lacrimogeni all’impazzata nel tentativo di disperderci. A quel punto comincia una vera e propria guerriglia urbana. Gli scontri più violenti con la celere cominciano qui: botte da orbi con la Polizia, cariche e contro-cariche, da sotto la nord, passo dopo passo, si arriva fin sotto la Sud, poi da qui sul ponte di Rozzi, fino ad arrivare a piazza Immacolata, nel bel mezzo del grosso quartiere di Porta Maggiore. Gli scontri sono cominciati alle 17,30… Termineranno soltanto alle 21…

Bilancio finale: oltre 50 feriti, di cui la maggior parte tra le Forze dell’Ordine. Una decina di feriti tra gli Anconetani e 4 Ascolani rimasti contusi nelle cariche alla celere…

Quasi 20 diffide arriveranno a nostro carico per questi fatti (6 nei giorni successivi al derby ed altre 12 prima della Finale Play Off di Perugia).

Alla fine, dopo due ore dal termine della partita, gli Anconetani vengono fatti uscire dal settore, mentre in città, come detto, ancora impazzano i tafferugli con la celere.

Nel breve ed isolato tragitto che conduce le tifoserie ospiti al parcheggio per i pullman, gli Anconetani si divertiranno a sfasciare un paio di auto parcheggiate, qualche fioriera di un ristorantino e l’insegna della Fritteria Bruxelles…

Dopo questa bravata, nei giorni successivi, negheranno pure l’evidenza(foto 47), sostenendo di non aver subito alcun assedio…

Play Off 2000. Stadio "Renato Curi" di Perugia. ASCOLI - Ancona 1-1 (d.t.s.).Edit

Il campionato è finito. Il Crotone ha vinto il girone B della C1, mentre Ancona e Ascoli si sono piazzate rispettivamente al secondo e terzo posto. Nelle semifinali Play Off, l’Ascoli ha battuto per due volte la Viterbese di Gaucci; l’Ancona ha superato l’Arezzo (1-1 e 2-1). Ora manca l’attesissima finale che tutti aspettavano e al tempo stesso volevano evitare: Ascoli – Ancona. Chi vince sale a discapito dell’altra.

La Lega decide che si giocherà al Flaminio di Roma. Immediate le richieste di biglietti fatte dalle rispettive società, ma l’Ancona comincia a far pressioni sulla Lega stessa per il campo scelto. Intanto ad Ascoli impazza la prevendita e a pochi giorni dalla finale, sono già più di 5000 i biglietti venduti. Ad Ancona la prevendita è fiacca: neanche 2000 i biglietti staccati… Con un comunicato ufficiale, l’Ancona Calcio chiede che sia spostata la sede della finale, ma sembra che comunque si giocherà a Roma. A quel punto tutti i politici più influenti della Regione Marche si mobilitano per evitare che si giochi al Flaminio. I motivi? Ufficialmente che Roma non è una sede sicura… In realtà i motivi sono altri: arrivati nei pressi di Roma, effettivamente, i percorsi delle due tifoserie sarebbero stati gli stessi, ma motivo ancor più importante è che tutti ad Ancona si erano resi conto che i tifosi Ascolani avrebbero invaso Roma, mentre dal capoluogo si sarebbero mossi pochissimi tifosi… Per evitare di dover giocare in uno stadio praticamente bianconero e per evitare che quel giorno li avessimo letteralmente travolti, si comincino ad attivare affinché venga spostata la sede della finale. Su tutti i quotidiani locali intanto, viene pubblicata la notizia che ad Ancona la gente non vuol partire per Roma perché non si sente sicura. Infatti, come detto, fino a 3 giorni prima della partita i biglietti venduti sono appena 2.000…… Intanto il Collettivo aveva organizzato la trasferta in treno ma viste le scarse adesioni aveva dovuto disdire…

Immancabile il colpo di scena: come sempre accade nella realtà di tutti i giorni, con Ancona che con la solita prepotenza si accaparra tutti i fondi per la regione Marche a scapito delle altre province, così accade per la Finale… Il “miracolo” avviene: contrordine! Non si gioca più al Flaminio perché “manca l’agibilità” (quando invece pochi giorni prima, per la partita di Rugby della Nazionale Italiana con 25.000 persone presenti l’agibilità c’era stata eccome……). Il tutto a due giorni dalla partita. Assurdo pensiamo, ma la cosa non ci tocca più di tanto visto che saremmo andati pure in Sicilia a giocare stà finale… Intanto non si sa dove si giocherà. Si parla di un eventuale rinvio, ma a quel punto comunichiamo alla Lega di essere disposti a giocare anche ad Ancona, tanto sapevamo che saremmo stati più di loro anche a casa loro…

Il giorno prima della partita viene scelta Perugia… Casualmente una sede che risulta vicinissima ad Ancona e facilmente raggiungibile.

Non importa. Arriva il grande giorno. Il Collettivo, nel frattempo aveva ripreso l’idea del treno. Organizzano 2 treni da quasi 1000 posti ognuno, ma alla fine riusciranno a partire soltanto in 600 e con un unico treno.

A Perugia arriviamo con auto e pullaman (più di 70), qualcuno addirittura si muove in moto… Da Ancona invece partono 30 pullman, auto e il suddetto treno del Collettivo.

Arrivati a Perugia, andiamo subito sotto la loro curva, ma praticamente gli ultras non ci sono ancora. Anche sotto la nostra curva è la stessa cosa: soltanto numerosi gruppi di persone di una certa età stanno aspettando che aprano i cancelli. Nel frattempo arriva il “corteo” del Collettivo. Devono passare sotto la nostra curva. Hanno celere soltanto davanti e dietro, nessuno ai lati… Davanti agli Ascolani invece 3 file di celere, nonostante si tratti gente tranquillissima. Gli Anconetani passano, fanno gestacci, guardano, ma nonostante abbiano campo aperto, si limitano a quello.

Qualcuno di loro prova a fare il gradasso davanti a questi tranquilli signori e signore di Ascoli che, per nulla impauriti, li stanno a guardare. Ad un tratto scoppiano i tafferugli: da lontano noi ultras ci accorgiamo del corteo del Collettivo e di corsa ci dirigiamo verso di loro. Lì avviene il contatto pieno tra le "prime file"… A dir la verità, alla nostro arrivo, soltanto 3 o 4 di loro aveva avuto il coraggio di reagire. Loro erano in tanti, ma nonostante i loro compagni li chiamassero a gran voce dicendogli che c’erano gli Ascolani, questi fanno finta di niente e continuano a camminare via. Rimangono solo stì 3 o 4 Anconetani tra i quali c’era anche quel ragazzo col pizzo e i capelli platinati che fa l’arbitro e che qualche tempo fa comparve su tutti i TG per essere stato diffidato… Ammettiamo che quei 4 hanno provato a fare il possibile, ritirandoci le fiaccole che avevamo tirato mentre li caricavamo, cercando di difendersi alle cinghiate ricevute, ecc… ma di fronte all’abbandono vero e proprio in cui li avevano lasciati i loro compagni, sono costretti a fuggire via, proprio poco prima dell’intervento della celere.

Finalmente si entra allo stadio. Si vede subito che saremo almeno il doppio di loro. Infatti non solo la prevendita aveva fatto contare oltre 8.500 biglietti venduti ad Ascoli e appena 4000 ad Ancona, ma anche allo stadio ci avevano riservato tutta una curva, più la tribuna scoperta, con un settore cuscinetto tra la tribuna stessa e la loro curva. A loro verrà riservata soltanto una curva. In tribuna coperta un migliaio di persone totali, equamente diviso tra Ascolani e Anconetani. Alla fine saremo 9mila noi e 6mila loro.

Manca poco per cominciare e ormai ci sono tutti. In curva ascolana non c’è lo spazio nemmeno per uno spillo e viene mostrato uno striscione che ricorda agli Anconetani quello che è accaduto nel derby di campionato ad Ascoli: “16-4-2000: NOI DIFFIDATI, VOI ASSEDIATI… CONIGLI!”. Larghi tratti vuoti invece in curva anconetana e anche in mezzo alla curva stessa è facile vedere gente larghissima e tratti di gradoni mezzi vuoti… (Foto 48, 49, 50, 51,52 della "Storia SBN")

Grandissima, riceviamo la visita dei nostri amici dei GRANATA KORPS, i quali sono partiti in 10 appositamente da Torino per stare al nostro fianco. Il loro striscione prima viene mostrato e tenuto alzato per qualche minuto , poi appeso davanti a quello del SETTEMBRE BIANCONERO. Immancabili i cori pro-Toro… Mancavano gli ULTRAS VIS BOYS, ma erano pienamente giustificati visto che anche loro erano impegnati e in 3000 avevano raggiunto Arezzo per la Finale Play Off di C2 col Rimini, poi vinta.

Comunque inizia la partita e inizia il tifo. Da parte nostra è netta la superiorità (cosa testimoniata da tutta Italia che ha seguito la diretta su Rai Sat). Gli Anconetani non si sentono mai, tranne quando passiamo da un coro ad un altro. Questo non vuol dire che non abbiano cantato, anzi, anche loro hanno fatto la loro parte, ma è difficile farsi sentire quando si è così pochi. I 90 regolamentari scivolano via tra sussulti vari (il palo colpito dall’Ascoli, ecc…). Si va ai supplementari. Gli Anconetani sembrano aver finito le “batterie” e a quel punto diventa un monologo della nostra curva. A fine primo tempo supplementare Baggio segna il gol del nostro vantaggio… Impossibile descrivere quello che è successo, con lo stadio perugino che a momenti viene giù…

A quel punto il nostro incitamento diviene impressionante, indescrivibile. Tutti e 10.000 gli Ascolani presenti cantano insieme e all’impazzata. Tutto quanto il secondo tempo supplementare scorre via così: cori alle stelle e l’Ancona che prova un disperato attacco, ma si capisce che abbiamo la partita in pugno. Ma come nei più incredibili dei film gialli, il solito tiro della domenica, uno di quei tiri che se anche riprovi altre cento volte, non ti riesce più per tutta la vita, si va ad infilare proprio a fil di palo alla sinistra di Di Bitonto… E’ 1-1, esattamente a 60 secondi dalla fine. 60 secondi ci dividevano da quella serie B tanto cercata da 5 anni…

La curva si ammutolisce di colpo. L’ascoli è in ginocchio e nonostante riesca con un gran tiro di Marta a sfiorare il nuovo vantaggio nel recupero, la partita finisce tra l’esultanza dei pochi tifosi dorici giunti a Perugia, i quali, non si sa bene come, riescono ad aprire i cancelli e ad entrare in campo per festeggiare… Noi impietriti a guardare la loro esultanza.

Non servono altri commenti per descrivere il nostro stato d’animo in quel momento. Usciamo lentamente dallo stadio. Nessuno ha la forza né la voglia di parlare. Lasciamo lo stadio perugino con la consapevolezza che stavolta gli dèi abbiano studiato davvero un finale da terroristi…

Riprendiamo le auto, siamo tantissimi e dopo una lunga coda ci immettiamo nella Superstrada. Qui ci sono anche svariate auto di Anconetani che sorpassandoci ci mostrano la sciarpa e ci fanno gestacci, ma si guardano bene dal fermarsi, alcuni di loro addirittura lanciano bottiglie di vetro e scappano via, una di queste colpisce al volto un Ascolano, finché… a causa di un ingorgo il traffico si blocca… Lasciamo a voi immaginare cosa possa essere accaduto da quel momento in poi. Molte loro auto fermate e gli occupanti malmenati, la maggior parte di loro appartenenti a vari gruppi ultras di Ancona, nonostante loro lo smentiscano categoricamente, quasi tutti ragazzi tra 25 e 35 anni… Scene mai viste con gli Anconetani che ovunque si danno alla fuga, alcuni di loro terrorizzati, scavalcano addirittura lo spartitraffico, rischiando di essere investiti dalle auto che sfrecciavano sull’altra carreggiata, qualcuno di loro cerca una disperata reazione ma presto deve soccombere…

Tutto questo finché non giunge la Polizia a sirene spiegate. A quel punto ognuno risale sulle proprie auto, abbandona lì gli Anconetani che corrono a chiedere aiuto alla Polizia, visto che nel frattempo tutte le loro auto sono state devastate (più di 10…). In seguito, gli Anconetani negheranno pure quanto accaduto (come nel loro consueto stile), sostenendo che noi avevamo bloccato e massacrato solo gente di 50 e 60 anni… che per sbaglio era capitata in mezzo ai nostri pullman… E meno male che i pullman ancora non erano partiti…

Contenti loro, le foto parlano da sole, loro erano diverse auto e stavolta le hanno prese di santa ragione, senza poter far nulla… Sia chiaro, se le parti fossero state invertite, probabilmente sarebbe accaduta la stessa cosa, ma purtroppo il fato ha voluto che capitasse proprio a loro… (Foto53 "StoriaSBN") E allora inutile negare l’evidenza dei fatti, soprattutto quando tutti quelli che hanno “partecipato alla caccia” sono tornati ad Ascoli con le TESSERE di appartenenza al gruppo ultras "Vecchia Guardia", con svariate sciarpe biancorosse e souvenir vari…

Come al solito, a noi i fatti, agli altri le chiacchiere!

CONCLUSIONI.

Il capito derby con l’Ancona si è chiuso così… Con loro abbiamo un conto in sospeso, visto che ci hanno letteralmente “scippato” una promozione che sembrava ormai nostra, ma non c’è problema. Siamo abituati a soffrire, da dieci anni ormai è così. Tutto quello che è stato scritto è ovviamente basato sulle nostre dirette esperienze. Si tratta quindi dei NOSTRI racconti, delle nostre sensazioni. Ognuno poi è libero di pensarla alla propria maniera, di credere o non credere a quanto affermato. Noi abbiamo soltanto raccontato la NOSTRA versione in merito ai fatti menzionati. Abbiamo cercato di farlo nella maniera più obbiettiva possibile, anche se già sappiamo che i “chiamati in causa” proveranno a smentire tutto come sempre hanno fatto, nonostante ci siano foto e articoli di giornale che li smentiscono… Ma anche questo fa parte del gioco e certamente tutti sapranno ormai che nel mondo ultras, nessun gruppo ammetterà mai la propria inferiorità nei confronti dell’avversario.

Questi sono comunque i NOSTRI derby dal 1974 al 2000, le NOSTRE “battaglie” regionali… Questa è la storia della CURVA SUD di Ascoli riconosciuta da tutti (sto a scherzá dai )come una delle più calorose e passionali d'Italia(ahahahahaha), la NOSTRA tradizione, il NOSTRO pensiero (quelli che hanno perso piú striscioni)… in una frase sola che ribadisca per l'ennesima volta : La regina delle Marche é sicuramente la Sambenedettese!"

Settembre Bianconiglio 1974…AscolAno coniglio di troia sei figlio

…le ascolane puttane e i loro figli conigli....

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